Insegnamenti
Il corso intende approfondire gli aspetti legati alla lettura e alla interpretazione dei paesaggi del passato ancora visibili, allo stato di relitto, nel paesaggio contemporaneo. Si descriveranno le teorie, le metodologie e i protocolli di indagine. L’archeologo imparerà a confrontarsi con le Carte Archeologiche, le Carte del Rischio archeologico, le Valutazioni di impatto, i GIS, l’elaborazione di progetti di studio a supporto della valorizzazione dei paesaggi antichi. L’archeologo specializzando sarà formato nei temi della valutazione del potenziale archeologico, alla luce sia del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” del 2004 sia delle “Linee guida per la archeologia preventiva” del 2022. Sullo sfondo rimane costantemente il tema della valorizzazione e comunicazione della storia e dell'archeologia dei paesaggi del passato, in una prospettiva di archeologia pubblica e partecipata.
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Il corso mira a fornire conoscenze teoriche e metodologiche per l’analisi dei contesti archeologici funerari dal punto di vista bioantropologico. L'obiettivo è sviluppare competenze operative sul campo, comprese le tecniche di scavo antropologico, descrizione, documentazione e interpretazione tafonomica, per la ricostruzione dei fenomeni deposizionali e post-deposizionali. Si tratteranno anche le pratiche di catalogazione dei resti umani scheletrici, comprese le procedure per la compilazione di una scheda antropologica ministeriale. Inoltre, il corso affronterà temi relativi al recupero, conservazione, tutela e valorizzazione dei resti scheletrici, con un'attenzione particolare allo statuto giuridico dei 'beni culturali umani'. Gli studenti saranno chiamati a riconoscere, in linee generali, sesso, età alla morte e caratteristiche biologiche e paleopatologiche dei resti umani, oltre a sviluppare la capacità di analizzare e sintetizzare le informazioni, acquisendo, organizzando e riformulando dati e conoscenze provenienti da diverse fonti. Infine, verranno illustrate le potenzialità della ricerca antropologica per l’interpretazione di contesti culturali, socioeconomici e ambientali.
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Lo studio degli aspetti fisici e biologici di un territorio e delle interazioni dell’uomo con essi nel tempo ha oggi una parte rilevante nelle indagini archeologiche, soprattutto se finalizzate alla conoscenza, tutela e valorizzazione dei paesaggi. L’archeobotanica, ovvero la botanica applicata all’archeologia, ha il ruolo di raccontare il rapporto tra comunità vegetali e comunità umane nel passato, descrivendo elementi e risorse del paesaggio vegetale e l’evoluzione di esso dalle forme naturali ad antropizzate. Con metodi e tecniche derivate principalmente dalle scienze naturali, l’archeobotanica è un campo tipicamente multidisciplinare, evoluto in contesti culturali assai differenti tra di loro. Lo scopo principale del corso è di presentare le regole per una ricerca comune, individuando criteri, strumenti e percorsi da seguire per una collaborazione interdisciplinare di saperi diversi. Il corso mostra le norme e le pratiche da applicare sul campo per supportare una valida ricerca archeobotanica. Sono presentati i materiali di studio (legno, carbone, semi, frutti e polline), le forme di conservazione, i contesti di giacitura, cosa e come campionare. Il corso introduce alle tecniche analitiche, mutuate dal mondo delle scienze botaniche, agrarie e forestali, consentendo di apprenderne metodi e lessico, sia per avviare attività personali di ricerca che per confrontarsi con specialisti. La presentazione e discussione di casi studio mostrano, infine, il valore delle indagini archeobotaniche nel tracciare la storia dei paesaggi agro-forestali tradizionali e delle eccellenze agro-alimentari.
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Il corso è dedicato alla formazione sui metodi e sulle tecniche geofisiche per la ricerca archeologica. Gli studenti dovranno conoscere i principali metodi diagnostici dimostrando la capacità di scegliere i più appropriati a seconda delle variabili del contesto culturale e ambientale. Dovranno inoltre acquisire le competenze tecniche per l’acquisizione dei dati, l’elaborazione e la semiotica al fine di eseguire la lettura e interpretazione delle immagini derivate dalle misure geofisiche. Saranno acquisite le competenze per l'interpretazione in ambiente GIS per produrre cartografia archeologica secondo gli standard internazionali.
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La maggioranza delle indagini archeologiche portano quasi sempre alla scoperta di elevati in materiale deperibile, lacerti murari o possono effettuarsi in relazione ad importanti architetture sia a livello di rudere archeologico, sia di complesso monumentale. Saper riconoscere, analizzare, classificare e schedare queste evidenze è il principale obiettivo del corso attraverso un percorso di conoscenza delle metodologie da adottare, anche in rapporto alle scienze applicate ed a specifiche analisi archeometriche e archeobotaniche. Il principale risultato di apprendimento sarà la capacità da parte dello studente di applicare criticamente le conoscenze acquisite, grazie anche a possibili verifiche di quest’ultime in attività laboratoriali o sul campo.
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L’obiettivo primario è fornire allo studente gli strumenti di base per l'ideazione e la gestione di progetti archeologici condivisi con partner di ricerca, attori e istituzioni culturali pubbliche e private internazionali e transnazionali.
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Il corso intende riflettere sulla pratica della ricerca archeologica contemporanea che non può essere disgiunta dal progettare politiche comunitarie, di valorizzazione e produttive insite nel processo di conoscenza. Di conseguenza l’accento sarà posto su come il contributo degli archeologi possa essere importante per lo sviluppo delle comunità, coinvolgendole progressivamente sino a innestare sia un sano senso di appartenenza trasportato in esperienze collettive, sia nuove forme di economia affiancate a quelle esistenti e basate proprio sulla storia ricostruita e sul suo valore. Questi traguardi, perseguiti con valore partecipativo ed educativo per la popolazione stessa, sono in grado di generare da un lato una società sempre più civile e dall'altro forme di reddito basate su una storia identitaria restituita a tutti. Si intende fare capire come, attraverso il contributo dell’Archeologia, che non può che essere “pubblica”, si riesca a stimolare dei meccanismi comunitari e di orgoglio per la propria specificità culturale o per l’eredità monumentale; di conseguenza come una comunità, attraverso una comunicazione semplice, si metta in grado di raccontarsi ed essere attrattiva sviluppando dei meccanismi per gestire il proprio patrimonio, attrarre pubblico e turismo culturale in ricerca di sapere, conoscenza di specificità e di passione. I risultati di apprendimento attesi sono: comprensione dei significati dell'Archeologia Pubblica; comprensione di come l’Archeologia deve essere pubblica per essere accettata dalla comunità e a essa utile; comprensione di come si interagisce con la comunità, coinvolgendola sino dall’inizio della ricerca; - importanza della comunicazione di contenuti complessi in linguaggio semplice.
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Il corso si propone di fornire le capacità per l’individuazione delle opportune modalità analitiche da utilizzare rispetto alle varie tipologie di reperti e situazioni, attraverso la disamina di numerosi casi studio e la visita a laboratori di Archeometria.
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Nel 2024-25 il corso è diviso in due moduli, accomunati dalla comune tematica della conoscenza e tutela del territorio, ma declinata su fonti, strumenti e metodi differenti. Nel Modulo 1 (Prof. Federico Ugolini, 8 ore) saranno trattate le tecnologie e i metodi dell’archeologia marittima, nei contesti costieri, lagunari, e sottomarini, e le tecniche di underwater remote sensing. Il Modulo 2 (Prof. Mirco Modolo, 12 ore) approfondirà la conoscenza e l’uso delle fonti archivistiche per lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, con particolare attenzione per le evidenze archeologiche diffuse nel territorio.
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Il corso si prefigge di fornire gli strumenti per affrontare il riconoscimento, lo studio e la catalogazione delle più ricorrenti classi di manufatti che costituiscono la cultura materiale dei contesti archeologici in un’ampia diacronia. La pratica dei diversi metodi di analisi delle classi di manufatti di volta in volta affrontate e l’acquisizione della nomenclatura che le contraddistingue sono basilari per affrontarne lo studio negli ambiti della ricerca e della classificazione anche secondo i criteri previsti nei sistemi ministeriali di catalogazione.
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Obiettivo del corso è introdurre i partecipanti nelle fasi della progettazione del museo archeologico, con particolare riferimento alla predisposizione dei contenitori rispetto alla natura dei reperti e/o dei contesti da esporre e all’organizzazione del sistema informativo e del percorso espositivo rispetto allo spazio a disposizione. La seconda parte del corso sarà rivolta ad approfondire temi, problemi e passaggi della progettazione del parco archeologico, con l’obiettivo di perfezionare i partecipanti nella messa a punto di forme di valorizzazione di siti e paesaggi archeologici, partendo dalle caratteristiche storiche, culturali e ambientali di uno spazio geografico definito. Il corso intende conferire agli specializzandi la sicurezza necessaria per affrontare esperienze professionali anche complesse nel settore museologico.
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Il corso intende fornire gli strumenti per lo studio del paesaggio archeologico focalizzandosi sulle specificità metodologiche relative all’analisi delle fasi preistoriche e delle dinamiche di trasformazione che caratterizzano il primo popolamento umano. Il corso mira a stimolare un approccio critico alle fonti utili alle indagini dei paesaggi preistorici spaziando dal dettaglio dei dati ambientali, provenienti da campionamenti a scala sito, fino alle analisi cartografiche e da Remote sensing dedicate ad un inquadramento territoriale. Il corso intende inoltre offrire riflessioni teoriche e approfondimenti applicativi sulle strategie insediative e sullo sfruttamento e gestione delle risorse naturali messe in atto dal Paleolitico all’età dei metalli. Saranno inoltre discussi metodi e approcci utili alla lettura integrata delle informazioni per la ricostruzione del rapporto Uomo- Ambiente.
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Il corso si propone di sviluppare una riflessione approfondita sul cantiere archeologico come luogo fisico in cui si svolge una ricerca archeologica e come spazio concettuale in cui noi contemporanei costruiamo la nostra immagine di passato. L’intento del corso è quello di delineare un quadro esaustivo delle tematiche collegate alla progettazione delle indagini archeologiche e del cantiere, parallelamente a una riflessione sull’interazione del cantiere con la società contemporanea.
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Il corso si propone di dotare gli specializzandi delle competenze necessarie alla redazione e gestione della documentazione dei reperti mobili sia nel contesto delle operazioni di scavo archeologico, che in autonome attività di catalogazione e digitalizzazione condotte per il Ministero della Cultura e i suoi organi periferici. Si considereranno gli strumenti e i materiali in uso per la classificazione e la schedatura dei reperti archeologici avendo come riferimento principale le normative dell’Istituto Centrale per la Documentazione e il Catalogo (ICCD). Dopo aver analizzato i principi e metodi generali di ordinamento, suddivisione e classificazione dei reperti, saranno presentati in dettaglio gli standard catalografici in uso per la schedatura preliminare, l’inventariazione e la catalogazione, e l’utilizzo e il funzionamento degli archivi digitali.
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Il corso intende proporre agli specializzandi un percorso di conoscenza delle architetture che interseca le metodiche analitiche proprie dell’archeologia stratigrafica con l’indagine funzionale, costruttiva, materiale e strutturale dei monumenti. Attraverso l’apprendimento di procedure e strumenti aggiornati per l’indagine e diagnosi dei resti architettonici, il corso intende fornire agli specializzandi conoscenze e competenze per dialogare, nell’ambito dei cantieri archeologici e di restauro, con architetti, ingegneri e restauratori.
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Obiettivo finale dell’insegnamento è il raggiungimento delle competenze necessarie per comprendere gli aspetti giuridici di base della tutela del patrimonio archeologico nell’ambito dell’archeologia preventiva. Il corso si propone, in particolare, l'obiettivo di offrire agli studenti la conoscenza degli istituti giuridici prestando particolare attenzione alla loro applicazione professionale. L'obiettivo è permettere agli studenti di acquisire capacità e competenze nella pratica del lavoro professionale in archeologia tramite l’apprendimento dei principi di base e delle regole di dettaglio della materia. Alla fine del corso lo studente sarà in grado di descrivere la normativa in materia di archeologia preventiva e di mettere in pratica gli istituti giuridici di base della professione di archeologo. Gli studenti acquisiranno una sicura capacità di esprimere giudizi autonomi, articolati, motivati e originali in ordine alla conformità di una condotta rispetto al loro fondamento normativo.
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Il corso si propone di sviluppare una riflessione critica sugli aspetti teorico-metodologici e applicativi della ricerca archeologica sul campo. I metodi e le procedure che noi applichiamo nello scavo non sono infatti dogmi assoluti, ma piuttosto il prodotto di scelte che devono essere consapevoli, razionali ed esplicite. Obiettivo del corso è quindi quello di sviluppare in studenti già ampiamente formati ai metodi della ricerca una capacità critica che consenta loro di condurre in autonomia decisionale l’intero iter della produzione di conoscenza archeologica attraverso l’indagine sul campo, dalla sua progettazione, alle fasi esecutive, al trattamento delle informazioni, fino alla pubblicazione finale.
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Il corso punta a fornire una solida preparazione di base circa varie forme di ricerca bibliografica e archivistica funzionale alla elaborazione delle carte di rischio archeologico. Il corso avrà lo scopo di fornire indicazioni circa l'utilizzo appropriato delle fonti cartografiche, testuali e iconografiche nell'indagine diacronica del paesaggio e del territorio; Valutare i diversi livelli di rischio archeologico attraverso la collazione di informazioni desumibili da fonti bibliografiche, archivistiche, cartografiche e vincolistiche, con riferimento a significativi casi di studio. Specifica cura sarà rivolta a fornire strumenti per l’acquisizione di un apparato documentale relativo alle presenze archeologiche individuate o documentate nel contesto in esame.
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